21 February 2003

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"Fiat Auto: mobilità ed ambiente; sviluppi tecnologici"

Nell'ambito di Progetto Città, Milano 21 Febbraio 2003



L'impegno di Fiat Auto per il rispetto dell'ambiente

Tra i grandi temi che impegnano l'industria automobilistica, quello legato al rispetto dell'ambiente è sicuramente prioritario per Fiat Auto. Lo dimostrano i prodotti presenti sul mercato; i piani di ricerca e sviluppo; le iniziative di mobilità sostenibile portate avanti in collaborazione con la Pubblica Amministrazione; e gli investimenti nello sviluppo di nuovi prodotti.
L'occasione di Milano, dunque, permette di passare brevemente in rassegna le strategie di Fiat Auto in questo ambito e di evidenziare le questioni ancora aperte.
Innanzitutto, nell'affrontare i problemi ambientali legati alla mobilità urbana emerge sempre più marcata la necessità di collaborazione tra settore pubblico e privato. Del resto non esiste in questo campo "la soluzione", ma un mosaico di soluzioni che devono essere armonizzate nel tessuto urbano. Ecco perché competono al settore pubblico le linee di indirizzo, mentre è compito dell'industria automobilistica sviluppare, produrre e proporre al mercato autoveicoli sempre più eco-compatibili in linea con i piani e le scelte di mobilità delle città.
Ormai da anni le Case costruttrici seguono due percorsi di riferimento ambientali irreversibili: l'abbattimento delle emissioni allo scarico e la riduzione dei consumi di combustibile.
Due temi di grande rilievo che Fiat Auto affronta, innanzitutto, con il continuo e costante miglioramento delle tecnologie convenzionali.
Nel controllo delle emissioni, per esempio, sono stati compiuti grandi progressi: molti modelli di Fiat Auto, infatti, rispettano già i limiti previsti dalla direttiva europea Euro 4, che sarà obbligatoria a partire dal 2006. Ciò significa aver abbattuto di oltre il 97% le emissioni di sostanze inquinanti emesse da un autoveicolo.
Per quanto riguarda, poi, la riduzione dei consumi, Fiat da sempre ha rappresentato sul mercato il prodotto che meglio concilia prestazioni ed economicità di esercizio. In questi anni questo binomio si è rafforzato, come dimostrano i consumi delle vetture che sono diminuiti in misura significativa. Del resto Fiat Auto è impegnata a rispettare l'accordo volontario che i costruttori europei hanno stipulato con la Commissione Europea e che prevede entro il 2008 un valore medio di consumo pari a 140 g/km di CO2. Nel caso di Fiat Auto, questo valore significa una riduzione dei consumi del 25% rispetto al valore di riferimento del 1995. E ad oggi la Casa torinese ha già raggiunto una riduzione del 15%.
Ridurre le emissioni in atmosfera di CO2, sostanza ritenuta responsabile del surriscaldamento del globo terrestre, è un impegno prioritario che l'Unione Europea ha assunto in sede internazionale. Per la realizzazione di questo obiettivo è fondamentale lo sviluppo della "dieselizzazione", tendenza largamente diffusa in Europa, in quanto, a parità di prestazioni dei motori a benzina, i moderni motori diesel riducono del 25% i consumi di combustibile che significano una riduzione del 16% delle emissioni di CO2.
Prestazioni, emissioni e consumi: sono questi i tre parametri che qualificano oggi i nuovi motori. Fiat Auto può vantare lunghe ed importanti tradizioni motoristiche, soprattutto nel campo dell'alimentazione a gasolio. Come dimostra la prima vettura di serie al mondo con un motore diesel ad iniezione diretta: la Croma 1.9 TD. Poi lo sviluppo del sistema Unijet ad iniezione diretta "common rail". Ed oggi l'evoluzione di questa tecnologia: il sistema Multijet, segreto del rivoluzionario motore 1.3 Multijet 16 valvole prodotto dalla joint venture Fiat - GM Powertrain.
Frutto della ricerca e dell'impegno tecnologico di Fiat Auto in chiave ambientale questo propulsore è destinato alle vetture dei segmenti basso di gamma ed è caratterizzato da una spiccata vocazione ecologica: già oggi, infatti, soddisfa i limiti di emissione Euro 4 senza adottare un sofisticato dispositivo di post-trattamento allo scarico, quale la trappola di particolato. Si tratta, quindi, di un motore intrinsecamente pulito, con bassi consumi di combustibile, ad elevate prestazioni, oltre che silenzioso e confortevole.
Oltre a questi prodotti sofisticati e all'avanguardia nel panorama mondiale, Fiat Auto punta a ridurre le emissioni e i consumi anche attraverso iniziative di grande impatto sociale ed ambientale. Tra queste ricordiamo il Progetto Metano e il servizio "Car Sharing".


Progetto Metano

Nel dicembre del 2001 Fiat ha siglato con il Ministro dell'Ambiente e l'Unione Petrolifera un importante accordo finalizzato allo sviluppo del metano per autotrazione in Italia.
Per il miglioramento della qualità dell'aria, infatti, oltre al rinnovo del parco circolante, il metano è l'unica concreta alternativa nel breve e medio termine e si caratterizza positivamente anche sul piano della fattibilità economica. Senza contare che il metano è il combustibile più ecologico esistente in natura e che, per le sue caratteristiche, è idoneo ad essere utilizzato nei motori a combustione interna.
Non solo. L'Italia vanta importanti tradizioni sull'impiego di questa tecnologia che, tra l'altro, è la migliore soluzione per risolvere il problema ambientale che maggiormente preoccupa le grandi città: il particolato fine.
Per tutte queste ragioni, dunque, lo sviluppo dell'autotrazione a metano è un indirizzo strategico di Fiat Auto condiviso e supportato dal Ministero dell'Ambiente.
Nel delineare l'Accordo di Programma sul metano, sono stati evidenziati tre aspetti fondamentali. Il primo riguarda il coinvolgimento delle grandi città italiane che di più soffrono l'inquinamento da traffico e dove gravitano il maggior numero di veicoli circolanti in ambito urbano.
Il secondo aspetto concerne le utenze professionali che operano prevalentemente in città, gli stessi che percorrono tanti chilometri ed utilizzano mezzi non recenti e quindi ad elevato tasso di inquinamento.
Il terzo aspetto riguarda la rete distributiva che diventa elemento essenziale per la crescita della domanda e per l'accettazione da parte degli utenti professionali di un veicolo alimentato a metano.
Da questi tre fattori è nata l'impostazione dell'Accordo, condiviso con il Ministero dell'Ambiente e che ha portato nel corso del 2002 alla nascita della convenzione tra le grandi città italiane. La disposizione, in particolare, prevede un sostegno economico per lo sviluppo della domanda di veicoli e l'incremento della rete infrastrutturale da parte del Ministero dell'Ambiente. Insomma, sono contributi di rilevante entità, mai visti finora nel panorama italiano degli incentivi.
In questi pochi mesi di attività, dall'avvio operativo del progetto ad oggi, sono stati già conseguiti importanti risultati. All'iniziativa hanno aderito 30 importanti capoluoghi di provincia italiani che hanno o stanno per avviare dei piani per l'ampliamento o lo sviluppo della rete di distribuzione del metano nel loro territorio.
Oggi la rete di distribuzione conta 392 punti di rifornimento su tutto il territorio nazionale (prima dell'Accordo di Programma erano 344), dei quali 131 sono presenti nelle grandi città italiane che aderiscono alla convenzione metano. L'obiettivo è di arrivare, entro il 2005, a 750 punti in Italia (330 nelle città del Progetto Metano). Una crescita significativa, dunque, che sarà possibile grazie all'impegno, sia delle amministrazioni delle città che aderiscono alla convenzione, sia dell'Unione Petrolifera e delle società ad essa associate disponibili ad impegnarsi direttamente nella distribuzione del metano per autotrazione.
Fiat Auto crede in questa iniziativa di grande valenza ambientale, come dimostra il suo impegno nello sviluppo di una gamma completa di prodotti, capace di rispondere alle esigenze sia di operatori professionali, sia di privati cittadini. L'offerta di modelli oggi disponibili comprende, oltre alla Multipla bipower (prodotto di largo successo sul mercato), anche il Ducato bipower, nelle diverse versioni per il trasporto professionale delle merci; ed il Doblò bipower, nella versione Panorama e Cargo, recentemente lanciato sul mercato. Nei prossimi mesi, inoltre, si aggiungerà la Punto bipower.
Si tratta, insomma, di una gamma articolata che copre le esigenze di una vasta categoria di utenti, soprattutto nel settore professionale del commercio, dell'artigianato, del trasporto merci e della piccola e media industria. E, malgrado la limitata estensione della rete distributiva sul territorio nazionale, la crescita graduale delle adesione delle città - che già oggi ha raggiunto un numero ben superiore a quello previsto - ha generato negli utenti professionali un diffuso e crescente interesse.
Ma accanto a questi primi importanti risultati, sono da sottolineare alcune "inerzie" che rallentano la marcia e che, se non rimosse velocemente, rischiano di vanificare gli sforzi in atto. La grande sfida del metano per autotrazione in Italia si vince solo nella misura in cui si realizzano gli impianti di distribuzione. In particolare, questa crescita deve avvenire nelle grandi aree metropolitane del Paese, e in particolare a Roma, Milano, Torino e Napoli, che oggi sono le meno attrezzate come numero di punti di erogazione del metano.
Senza la ferma volontà, l'impegno e la determinazione delle amministrazioni di queste grandi città a perseguire gli obiettivi di sviluppo della rete distributiva non sarà possibile avviare gli importanti processi di cambiamento nell'utilizzo dei mezzi da parte degli operatori professionali. In questo modo si vanificherà una opportunità unica che l'Accordo di Programma sul metano offre per il miglioramento ambientale delle nostre città.
Inoltre, se le città non sapranno far corrispondere alla mobilitazione una reale capacità di orientamento di una parte del trasporto cittadino, prioritariamente quello professionale, verso i veicoli più puliti, resi disponibili grazie all'Accordo di Programma, non si realizzerà, in modo accelerato, quella massa critica di parco circolante necessaria ad alimentare la contemporanea crescita della rete di distribuzione del metano.
E' ancora una volta dalla collaborazione tra settore pubblico e privato che possono determinarsi le condizioni per assicurare una diversa mobilità coniugata con il rispetto dell'ambiente. Fiat Auto è impegnata su questo fronte e confida sul crescente impegno delle amministrazioni locali.


Car Sharing

Il Ministero dell'Ambiente ha recentemente avviato con alcune amministrazioni locali un protocollo per la realizzazione di iniziative di destinate a migliorare la mobilità nelle aree urbane.
Fiat Auto crede nella validità di questi progetti ed e pronta a collaborare alla loro realizzazione con un'ampia gamma di prodotti a minimo impatto ambientale.
In questo ambito si inserisce il servizio di "Car Sharing" disponibile nella città di Torino.
Si tratta di una iniziativa che propone ai cittadini un modo diverso di vivere l'automobile non più legato al possesso, ma semplicemente all'utilizzo: scelgo l'auto che mi serve in un momento della giornata, mi muovo liberamente in città, parcheggio gratis e, quando non devo più usarla la riporto nei parcheggi dedicati. Il costo è commisurato al reale utilizzo della vettura.
A tre mesi dall'avvio, i risultati dimostrano che vi è grande interesse da parte dei cittadini, delle imprese, degli studi professionali e della pubblica amministrazione. L'iniziativa, inoltre, punta ad una crescita significativa: oltre 200 vetture, 5.000 abbonati e un numero di parcheggi che si estenderanno a tutto il territorio urbano.
Analoghe iniziative, infine, sono in via di realizzazione in altre grandi città italiane.

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