29.04.1999

FIAT STRADA: LA "WORLD CAR" FIAT TRE ANNI DOPO


Oltre un milione di automobili vendute dalla metà del 1996 ad oggi; sette fabbriche che producono gli stessi modelli con i medesimi criteri costruttivi e uguali standard di qualità in quattro continenti; una famiglia di vetture (due volumi, tre volumi, station wagon e pick-up) commercializzate ormai in 32 Paesi di tutto il mondo e che diventeranno 36 entro l'anno.

E poi le stesse auto saldamente in testa alla classifica delle vendite nei mercati dove sono prodotte: con quasi il 40% di quota in Marocco, con circa il 20% in Brasile, con oltre il 10% in Argentina e in Turchia, dove pure la commercializzazione è iniziata solo lo scorso giugno. Questi, in sintesi, i risultati conseguiti finora dal progetto 178 "world car".



Si tratta di un successo che premia la scelta, a suo tempo effettuata da Fiat Auto, di sviluppare il processo di globalizzazione del proprio business puntando sui mercati che risultavano a più alto potenziale di crescita della motorizzazione. Aree per le quali, nonostante la difficile congiuntura attuale, gli analisti ancora oggi prevedono, entro il 2007, una crescita delle vendite del 50% rispetto allo scorso anno.

Certo, da allora il vento della crisi si è fatto sentire in alcuni di questi Paesi. Senza per questo mettere in discussione una strategia di crescita di lungo periodo, destinata a creare vaste prospettive di sviluppo attraverso un sistema industriale e commerciale integrato di dimensioni mondiali. Una rete produttiva che quando sarà a regime darà vita ad un interscambio di veicoli e componenti per un valore di oltre tre miliardi di dollari l'anno.

Ecco perché, a dispetto delle turbolenze dell'economia mondiale, in questi tre anni il "progetto world car" è stato portato avanti con determinazione, consentendo alla Fiat Auto da un lato di rispettare la tabella di marcia che si era data, dall'altro di assicurarsi su quei mercati una posizione di vantaggio che le permetterà di sfruttare in pieno la ripresa e il nuovo ciclo economico positivo.



Non solo. È stato addirittura possibile fare più di quanto era nei programmi originali, aggiungendo un Paese produttore a quelli previsti, dando così concreta realizzazione a quella che era solo la prospettiva di apertura di un nuovo mercato. Si tratta dell'Egitto, dove l'avvio produttivo di Fiat Siena è previsto per l'anno prossimo.

Un allargamento e un consolidamento della struttura produttiva al quale è corrisposta, sui mercati, un'altrettanto positiva penetrazione commerciale dei modelli della famiglia "world car". Un esempio per tutti: il Brasile. Nel Paese che da solo rappresenta circa il 60 per cento della domanda del Sudamerica, Fiat Auto detiene una quota del 29% con la quale, per il secondo anno consecutivo, contende la leadership assoluta al Gruppo Volkswagen. E le vetture della famiglia 178 coprono ben un quinto del totale delle immatricolazioni brasiliane.

Così come positiva è stata l'accoglienza riservata a Palio Weekend dai mercati più maturi e sofisticati del mondo. In Europa, al modello è bastato meno di un anno per conquistare l'8% di quota nella combattuta fascia delle station wagon di segmento C.

Percentuali che in termini di volumi hanno permesso di superare il traguardo del milione di vetture vendute e di verificare - contemporaneamente - la bontà di un progetto modulare che, attraverso modelli diversi della stessa famiglia, ha saputo dare una risposta differenziata alle esigenze di ciascun mercato.




Oggi, dunque, ci sono più di un milione di vetture belle, moderne e sicure che viaggiano sulle strade del mondo.

Per la Fiat Auto si tratta di un successo importante, sia per il contributo fornito dalla "world car" alle vendite (nel '98 circa il 15% del totale), sia perché questi modelli permettono agli automobilisti di una quarantina di Paesi di associare l'immagine del Marchio a caratteristiche di innovazione, sicurezza, tecnologia avanzata e rispetto per l'ambiente. In molti mercati, infatti, le "world car" della famiglia Palio hanno contribuito a svecchiare drasticamente il parco circolante, fissando nuovi standard di riferimento tanto in termini tecnici, quanto nel campo dei contenuti e delle dotazioni. In tutti hanno migliorato tra la clientela la percezione di Fiat Auto e dei suoi prodotti.

Eccellenti risultati di vendita, perciò, e un buon ritorno di immagine. E tutto questo, nonostante la difficile situazione di mercato dei principali Paesi produttori.

Si è realizzata, intanto, la strategia di "global sourcing" che ha portato all'azienda un vantaggio competitivo non di poco conto. Quello di potersi approvvigionare di prodotti e componenti con la grande flessibilità (e la relativa convenienza) offerta dall'avere una serie di opzioni aperte in tutto il mondo.

Quella che ha accompagnato l'esordio sui mercati di quattro continenti della "world car" Fiat appare, dunque, come una strategia vincente, che l'azienda intende confermare.

Ecco, perciò, come si presenterà, l'anno prossimo, il flusso di interscambi tra le varie aree produttive che fanno parte del progetto "178".






Una complessità che ha richiesto l'investimento, solo per il prodotto, di quasi 2600 miliardi di lire (160 dei quali destinati a Fiat Strada) e un proporzionale impegno di gestione.

Con il vantaggio, però, di poter offrire una gamma di prodotto quanto mai articolata e perfettamente rispondente alle esigenze di ogni singolo mercato: da quello artico della Russia, a quello equatoriale del Brasile, dai Paesi europei, all'India al Sud Africa.

Si pensi, a questo proposito, che al suo esordio nell'aprile del '96, Fiat Palio disponeva di tre motori. Oggi sono dieci che, in relazione ai diversi tipi di alimentazione (solo alcol, miscele di alcol e benzina in varie proporzioni, benzina a vari numeri di ottano e gasolio) e ai differenti standard di abbattimento delle emissioni, danno vita a 39 combinazioni motoristiche diverse.

Così come le versioni che, pur realizzate con componenti fortemente standardizzati (condizione indispensabile del "global sourcing"), sono ormai diventate 117; tutte assorbite in maniera molto equilibrata dai mercati.



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