26.09.2000

ECOBASIC


Salire a bordo di Ecobasic significa mettersi al volante del futuro. Infatti la concept-car prefigura l'auto compatta di domani secondo Fiat.

Dal punto di vista dell'impostazione tecnica e delle prestazioni è una vettura equipaggiata con un motore 1.2 Multijet e con un cambio robotizzato che le permettono di consumare meno di tre litri di gasolio ogni cento chilometri.

Ovviamente Ecobasic è anche molto di più, perché costa poco (se fosse messa in vendita oggi avrebbe il prezzo di una microcar), è versatile, facile da usare, rispettosa dell'ambiente e offre ottime prestazioni.

Ha, insomma, caratteristiche difficili da conciliare e per ottenere le quali è stato necessario ripensare non solo il prodotto in sé, ma anche il modo di costruirlo, di distribuirlo e di venderlo.

Contenere i consumi, per esempio, significava costruire una vettura leggera e con un'ottima aerodinamica. Ebbene, Ecobasic pesa solo 750 kg e ha un volume allungato e rastremato verso la parte posteriore, nel quale risulta evidente la suggestione della "goccia d'acqua". Sul piano tecnico vuol dire un Cx da primato per il segmento: 0,28.

Ma per ottenere il consumo eccezionale di meno di 3 litri ogni 100 chilometri e una riduzione delle emissioni valutabile tra il 30 e il 40 per cento (sono allineate alle norme EURO 4 che entreranno in vigore tra cinque anni), leggerezza e buona aerodinamica non bastavano. Era essenziale un motore campione di risparmio. La ricerca Fiat, dunque, forte dell'esperienza nel campo dei motori a gasolio, ha proseguito nello studio delle ulteriori potenzialità del sistema d'iniezione "Common Rail" e ha messo a punto un piccolo quattro cilindri turbodiesel 1.2 JTD di seconda generazione, reso straordinariamente parco nei consumi dalla cilindrata ridotta rispetto ai tradizionali motori diesel, dall'impiego delle iniezioni multiple (Multijet) e dall'accoppiamento con un cambio robotizzato.

La logica della centralina che guida il motore e quella della centralina che dirige il cambio sono integrate da un software che coordina l'attività dell'una e dell'altra, scegliendo, contemporaneamente, non solo la marcia da inserire, ma anche il punto di funzionamento del motore (regime di rotazione e carico).

Il guidatore, dunque, comunica al sistema la richiesta di potenza attraverso l'acceleratore e il sistema fa le scelte giuste per soddisfare questa richiesta secondo la logica più vantaggiosa per i consumi. Non a caso questi scendono del 10 per cento nel ciclo combinato ECE più EUDC e addirittura del 20 per cento nel ciclo urbano ECE.

Il conducente può anche scegliere il modo di funzionamento sequenziale e in questo caso inserisce direttamente le marce con una leva a joystick. Ma è ovvio che i maggiori vantaggi sul fronte dei consumi si ottengono quando il cambio funziona totalmente in automatico. In quest'ultimo caso sono due i programmi a disposizione: "standard" ed "economy". Il primo è adatto a una guida brillante, il secondo, invece, è più orientato ai bassi consumi.

Oltre ai consumi ridotti, un altro importante obiettivo di Ecobasic erano anche i costi industriali molto bassi. Ecco perché la vettura è costruita con materiali leggeri ma non costosi (termoplastici, termoindurenti, policarbonati, polipropilene), che garantiscono, comunque, la massima sicurezza: la struttura portante, costruita interamente in acciaio, infatti, è studiata per rispondere alle più severe normative.

Per ridurre i costi di produzione è nata anche l'ipotesi di una fabbrica diversa, più snella, senza verniciatura e con una sola variante di vettura sulle linee, completata e personalizzata al termine del ciclo di lavorazione. Si è pensato, infine, ad un differente modo di stoccare e distribuire le auto ed infine venderle.

Parca nei consumi e poco costosa, Ecobasic è anche molto versatile: si adatta alle esigenze del cliente al momento dell'acquisto e può modificarsi anche successivamente, per cambiare insieme con le necessità o i desideri dell'automobilista. All'esterno, per esempio, può avere quattro porte, ma anche tre ed i pannelli in plastica della scocca potrebbero essere tutti dello stesso colore, oppure uno diverso dall'altro.

Estremamente funzionale l'interno. La plancia è costituita da un'agile struttura tubolare, all'interno della quale trovano posto vani portaoggetti leggeri e riposizionabili. I sedili anteriori hanno un'ossatura sulla quale si possono montare una guaina di rete elasticizzata o, in alternativa, un guscio rigido con un'imbottitura leggera. Possono, inoltre, essere arricchiti in qualunque momento con appoggiabraccia, fianchetti di contenimento imbottiti e altro ancora.

Il divano posteriore, infine, ha uno schienale sdoppiato che si apre ruotando su cardini laterali, come una persiana. La seduta, da un lato offre una superficie imbottita per far accomodare i passeggeri, dall'altro una superficie rigida. Basta perciò rovesciare le due parti che la compongono per raddoppiare la superficie del piano di carico.


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