17.11.2000

ECOBASIC


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Ecobasic è la concept-car che prefigura l'auto compatta di domani secondo Fiat. Consuma meno di tre litri per cento chilometri, costa poco, è versatile, facile da usare, rispettosa dell'ambiente e offre ottime prestazioni. Tutte caratteristiche difficili da conciliare e per ottenere le quali è stato necessario ripensare il prodotto, il modo di costruirlo, di distribuirlo e di venderlo.

Per ottenere il consumo eccezionale di 2,9 litri di gasolio ogni 100 chilometri, Ecobasic è leggera (pesa solo 750 kg), ha una buona aerodinamica (il Cx, infatti, è da primato per il segmento: 0,28), ma soprattutto è equipaggiata con un motore campione di risparmio. Si tratta del piccolo quattro cilindri 1.2 JTD di seconda generazione, reso straordinariamente parco nei consumi dall'adozione di una cilindrata ridotta rispetto ai tradizionali motori diesel, dall'utilizzo delle iniezioni multiple (Multijet) e dall'accoppiamento con un cambio robotizzato.

Un software coordina l'attività della centralina del motore e quella della centralina del cambio automatizzato, scegliendo, non solo la marcia da inserire, ma anche il punto di funzionamento del motore (regime di rotazione e carico). Il pilota, dunque, richiede potenza attraverso l'acceleratore e il sistema fa le scelte giuste per soddisfare la richiesta secondo la logica più vantaggiosa per i consumi. Non a caso questi ultimi scendono del 10 per cento nel ciclo combinato ECE più EUDC e addirittura del 20 per cento nel ciclo urbano ECE.

Due i programmi a disposizione quando il cambio funziona totalmente in automatico: "standard" ed "economy", il primo per una guida brillante, il secondo più orientato ai bassi consumi. Ecobasic, tuttavia, consente di scegliere le marce anche manualmente. In questo caso i rapporti si inseriscono in modalità sequenziale con una leva a joystick.

Oltre ai consumi ridotti, un altro importante obiettivo di Ecobasic sono i costi industriali molto bassi. Ecco perché la vettura è costruita con materiali leggeri ma non costosi (termoplastici, termoindurenti, policarbonati, polipropilene), che assicurano, tuttavia, la massima sicurezza: la struttura portante è studiata per rispondere alle normative più severe.

Per ridurre i costi di produzione, poi, è nata anche l'ipotesi di una fabbrica diversa, più snella, senza verniciatura e con una sola variante di vettura sulle linee, completata e personalizzata al termine del ciclo di lavorazione. Si è pensato, infine, ad un differente modo di stoccare e distribuire le auto ed infine venderle.

Gli altri punti di forza di Ecobasic sono versatilità e funzionalità. La concept-car, infatti, si adatta alle esigenze del cliente al momento dell'acquisto e può modificarsi anche successivamente, per cambiare insieme con le necessità o i desideri dell'automobilista.

La plancia, per esempio, è costituita da un'agile struttura tubolare, dove trovano posto vani portaoggetti leggeri e riposizionabili. Anche i sedili anteriori hanno un'ossatura tubolare sulla quale si possono montare una guaina di rete elasticizzata o, in alternativa, un guscio rigido con un'imbottitura leggera. Possono, inoltre, essere arricchiti in qualunque momento con appoggiabraccia, fianchetti di contenimento imbottiti e altro ancora. Il divano posteriore, infine, ha uno schienale sdoppiato che si apre ruotando su cardini laterali, come una persiana. La seduta da un lato offre una superficie imbottita per far accomodare i passeggeri, dall'altro una superficie rigida. Basta perciò rovesciare le due parti che la compongono per raddoppiare la superficie del piano di carico.


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