04.09.2001

Fiat Stilo - La prima impressione


Le doti di un'automobile riuscita si apprezzano fino in fondo solo nell'uso quotidiano della vettura, quando al sorgere di una necessità si scopre con soddisfazione che qualcuno ha progettato, insieme con il modello, anche la soluzione al nostro piccolo o grande problema. E questo è tanto più vero per Fiat Stilo, perché il nuovo modello:

  • è un'auto riconfigurabile, vale a dire capace di adattarsi ad ogni singolo cliente; alla taglia, alla posizione di guida e al modo di regolare gli specchietti con la pressione di un solo tasto; alle abitudini e ai bisogni del momento, grazie alle differenti possibilità di chiudere e aprire questa o quella porta, d'inserire una o un'altra funzione, grazie alla flessibilità - nella 5 porte - dello spazio interno e dei sedili posteriori;
  • è una vettura funzionale, che in ogni situazione propone una soluzione tecnologicamente avanzata o anche solo ingegnosa alle mille necessità del viaggio; dal tavolino ribaltabile per il passeggero posteriore al vano sulla plancia che nelle auto con condizionatore è refrigerato; dal Radar Cruise Control per ridurre la fatica dei lunghi trasferimenti autostradali al seggiolino per bambini integrato nel sedile posteriore.

    Come di una persona, tuttavia, anche di un'auto si può scoprire molto già al primo incontro. Si comincia con il design, che in Stilo ha un'impronta europea ma con alcuni guizzi d'inconfondibile italianità. Poi c'è il colore esterno: 17 tinte, tutte in sintonia con le tendenze mondiali espresse nell'abbigliamento e negli oggetti di design, nei rossetti e nelle calzature, sulle pagine delle riviste e nelle opere d'arte. Toni desaturi ed eleganti che, come un abito, vestono le forme senza cancellarle, esaltando anzi i forti cambi di sezione della grintosa carrozzeria con il contrasto di luci e ombre su tagli e superfici piane.

    Il colpo d'occhio, insomma, è di quelli che affascinano. Così la mano corre alla maniglia e ci si ritrova seduti dietro al volante di Fiat Stilo, in un ambiente sobrio nelle forme e ricco nei materiali, dove tutto ciò che si vede e si tocca conferma la sensazione di trovarsi a bordo di una vettura di valore.


    Un'auto di qualità e sostanza

    Si chiama qualità percepita ed è l'insieme delle impressioni che ricaviamo guardando e toccando l'abitacolo di un'auto, osservandone i particolari, accomodandoci sui sedili, impugnando il volante, cercando con gli occhi i vani ripostiglio, valutando la gradevolezza dell'ambiente e la qualità dei rivestimenti e delle finiture.

    Il giudizio che ne deriva è la sintesi di mille caratteristiche differenti: dalla forma degli oggetti ai materiali con i quali sono realizzati, dai singoli colori e dal loro abbinamento alle sensazioni tattili che proviamo. Stimoli che contribuiscono, tutti in uguale misura, a determinare la percezione finale. Per questa ragione nel progettare Fiat Stilo si è lavorato a lungo e in maniera quasi ossessiva sui dettagli, anzi su ogni singolo dettaglio.

    Il risultato è un abitacolo di qualità e sostanza, luminoso e di toni chiari nella parte alta, scuro e raffinato in quella bassa, dove spiccano qua e là i colpi di luce di alcuni particolari verniciati in un caldo grigio Titanio: le maniglie delle porte, la sommità della leva del cambio, il pulsante del freno a mano, il contorno di contagiri e tachimetro i due grandi strumenti circolari che dominano il quadro.

    Fino alle ginocchia la plancia è morbida al tatto in ogni punto, di un bel nero cangiante tra l'opaco e il lucido. Merito della sofisticata tecnologia con la quale è realizzata: lo "slush moulding" che garantisce una finitura superficiale più regolare e assicura una sensazione di maggior ricchezza, rispetto ad una plancia realizzata con metodi tradizionali. E merito anche del rivestimento bitonale, goffrato in superficie secondo un disegno che propone la stessa tridimensionalità e le medesime "due luci" della pelle laccata. In basso cambia il materiale ma non la sensazione per la mano che vi scorra sopra, dal momento che la parte inferiore della plancia è verniciata in "soft-touch", così come tutti i pulsanti.

    È chiara, dunque, l'impostazione di fondo: fare in modo che tutto ciò che si vede e si tocca sia gradevole nell'aspetto e al tatto. Un indirizzo confermato con coerenza nella definizione di ogni particolare. Ecco, allora, vero tessuto per ricoprire padiglione e montanti. Ecco i rivestimenti dei sedili in tessuto floccato, velluto o pelle. Materiali che possono avere colori classici di sartoria come il blu, il grigio e l'antracite. Ma anche risolversi in proposte "di tendenza" come l'azzurro su blu e il beige su nocciola di alcuni sedili in pelle, che nel bicolore e nelle cuciture scuro su chiaro ricordano le scarpe e i capi di abbigliamento esposti nelle vetrine.

    Caratteristica comune, anche qui, la sostanza della trama tridimensionale dei tessuti che si unisce all'apparenza del colore, la sensazione tattile del "liscio" o dello "scolpito", del morbido, dell'ultra-morbido o del floccato che conferma con coerenza sensoriale l'aspetto ricco e gradevole dei materiali e delle forme.


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