23.01.2008

Tutti i punti di forza del nuovo motore 1.6 Multijet


Appartenente alla seconda generazione dei turbodiesel, appunto Multijet e plurivalvole, il nuovo 1.6 Multijet è un “4 cilindri in linea”, 16 valvole, cilindrata di 1.598 cm3 con alesaggio di 79,5 mm e corsa di 80,5 mm. Il propulsore sarà prodotto in due differenti versioni: la prima con una potenza di 105 CV a 4.000 giri/min ed una coppia di 290 Nm a 1500 giri/min; la seconda con una potenza di 120 CV a 4000 giri/min e coppia di 300 Nm a 1500 giri/min.
Inoltre, la sovralimentazione del propulsore è realizzata con un turbocompressore a geometria fissa (per il 105 CV) o variabile (per il 120 CV) controllata elettronicamente che contribuisce a migliorare l’erogazione di potenza, conferendo allo stesso tempo caratteristiche di coppia molto elevata anche ai bassi regimi di rotazione.
Rispetto al noto e apprezzato 1.9 Multijet 120 CV, la famiglia 1.6 Multijet rappresenta un'evoluzione importante che migliora prestazioni, comfort, emissioni e costi di gestione, oltre a presentare notevoli vantaggi: a parità di potenza, una coppia superiore di quasi il 25% (1.500 giri) ed un consumo inferiore dell’8% (misurato su ciclo Nedc). Il tutto con un piacere di guida decisamente superiore, grazie soprattutto ai valori di coppia utile a basso regime. Questi obiettivi sono stati raggiunti grazie ad una completa ottimizzazione della combustione che sfrutta al massimo le potenzialità dei nuovi iniettori.
Le performance sono anche migliorate grazie al sistema multi-iniezione a 1.600 bar del 1.6 Multijet (in entrambe le versioni di potenza) che consente di adottare differenti strategie di iniezione in base alle condizioni di funzionamento del motore e permette quindi di ottimizzare le prestazioni in termini di potenza percepita e guidabilità.


Potenza e coppia ai vertici del segmento

Il 1.6 Multijet ha un'erogazione eccellente di coppia in valore assoluto, tanto più apprezzabile se si considera la cilindrata: la coppia di 290 Nm del 1.6 da 105 CV (che diventano ben 300 Nm sul 1.6 da 120cv), rende tale motore leader di performance tra i propulsori di cilindrata inferiore o uguale a 1,8 litri. Se poi si considera la coppia specifica (cioè divisa per la cilindrata) il 1.6 è il motore più performante della categoria fino a potenze di 200 CV, escludendo solo i propulsori “supersportivi”.
Non solo. Se si tiene conto che la coppia massima viene erogata a soli 1.500 giri, si può comprendere immediatamente come il 1.6 Multijet sia una rivoluzione rispetto agli attuali motori diesel: nessun altro, anche di ultima generazione, può offrire un’erogazione così elevata e ad un regime così basso di giri. Insomma, il nuovo 1.6 Multijet offre un piacere di guida esaltante e difficilmente eguagliabile. Come dimostrano anche i valori di accelerazione e di ripresa: rispetto al già ottimo 1.9 120 CV, il 1.6 120cv fa registrare lo stesso valore di accelerazione (da 0 a 100 km/h in soli 10,5 secondi) e, soprattutto una ripresa 80-120 km/h in V marcia inferiore di quasi 4 secondi (in VI marcia si guadagna oltre 1 secondo).
Non ultimo, l’abbinamento del nuovo sistema di iniezione ai turbo di nuova generazione a geometria fissa (105 CV) e a geometria variabile (120 CV) completa un quadro tecnologico di rilievo assoluto. I nuovi turbo, adottano soluzioni tecniche e materiali capaci di sopportare maggiori carichi termici e meccanici, consentendo il pieno raggiungimento delle performance con la massima garanzia di affidabilità.


Massima robustezza e affidabilità per un sensibile contenimento dei costi di gestione

Ai progettisti è stato richiesta una sfida più che ambiziosa: migliorare la già proverbiale robustezza e affidabilità dei motori Multijet, in particolare concentrandosi sulla durabilità di tutti i singoli componenti, al fine di garantire costi di gestione complessivi ridotti.
Grazie alla decennale esperienza accumulata sulla prima generazione dei Common Rail e sui Multijet 1.3 e 1.9, i tecnici hanno raggiunto l’obiettivo regalando al nuovo motore un importante primato: il 1.6 Multijet è il propulsore con l’intervallo di manutenzione più lungo. Infatti, a testimonianza della elevata qualità raggiunta su Bravo e degli sforzi profusi per migliorare ulteriormente la robustezza e l’efficienza mediante un lavoro accurato sui singoli componenti, per il 1.6 Multijet è sufficiente un tagliando ogni 35.000 km per mantenere la vettura ed il motore in perfetta efficienza. Risultano così evidenti i benefici in termini di riduzione dei costi di gestione: per esempio, su percorrenze di 90.000 km o 100.000 km (quelle più frequenti nei contratti di noleggio a lungo termine), si risparmia un tagliando, con un abbattimento dei costi di manutenzione ordinaria nell’ordine del 25%.
Da sottolineare che il livello di affidabilità raggiunto sul motore 1.6 16v è frutto di numerosi e specifici test fatti sul motore e singoli componenti durante le varie fasi di sviluppo. Tra sviluppo e industrializzazione sono state infatti effettuate oltre 40.000 ore di prova al banco ed accumulati circa 1.000.000 di km su vettura. I test sono stati mirati oltre che alla definizione funzionale dei componenti anche alla durata degli stessi nel tempo ed hanno permesso di raggiungere elevati standard di qualità.
Il tutto è stato possibile anche grazie all’adozione di componenti di grande valore quali ad esempio la valvola EGR (Exhaust Gas Recirculation) con DC motor e le candelette di preriscaldo con tecnologia Low Voltage, e l’utilizzo di materiali e leghe ad elevata resistenza su molti componenti critici quali cuscinetti e anelli di tenuta dei pistoni.


Un motore a vocazione ecologica

Una delle priorità per i tecnici è stata quella di garantire, assieme a prestazioni di eccellenza, un livello di emissioni il più contenuto possibile, in linea con la filosofia di Fiat Automobiles che già oggi è il brand “full liner” che può vantare le emissioni inquinanti più basse su tutta la sua flotta. E proprio come già avvenuto con la nuova Fiat 500, anche la Bravo fa segnare un importante primato in questo ambito: infatti, grazie al 1.6 Multijet, è oggi la prima vettura della sua categoria ad essere dotata di motori che sono già in grado di rispettare le normative anti-inquinamento Euro5 in largo anticipo rispetto alla data di entrata in vigore.
Si tratta di un record raggiunto anche grazie all’utilizzo di innovative tecnologie di trattamento dei gas di scarico quali la trappola per il particolato ravvicinata (Close Coupled Diesel Particulate Filter) e il sistema EGR (Exhaust Gas Recirculation) integrato, che migliora il controllo della temperatura e il flusso dei gas, garantendo al contempo minori emissioni e riduzione dei consumi.
Per quanto riguarda il post-trattamento dei gas di scarico è di particolare importanza l’adozione di un dispositivo altamente innovativo quale il Close-coupled DPF (CCDPF). Tale componente realizza un’efficiente integrazione tra il catalizzatore ossidante e la trappola del particolato ormai componenti assolutamente determinanti nella moderna concezione di un motore Diesel. Grazie all’adozione di nuove tecnologie costruttive ed all’ottimizzazione dell’efflusso interno del gas combusto, il CCDPF consente di ottenere importantissimi vantaggi per il raggiungimento di vari obiettivi motore. Relativamente alle emissioni migliora infatti l’efficienza di abbattimento inquinanti (HCNOx e particolato) in misura sensibilmente superiore a quella delle attuali configurazioni in produzione e, aspetto altrettanto importante, migliora inoltre la stabilità del livello di efficienza abbattimento nel tempo (riduzione del cosiddetto parametro DF, deterioration factor).
Inoltre, la compattezza del componente permette di avere una minore contropressione allo scarico e conseguente riduzione di consumo, con minor emissione di CO2.
La vicinanza della trappola del particolato all’uscita turbina permette di avere temperature dei gas in ingresso trappola mediamente più elevate e quindi di ridurre la quantità di gasolio necessaria per effettuare la “rigenerazione” (processo di combustione del particolato depositato per evitare l’intasamento del componente). Inoltre, l’integrazione dei due componenti permette di ridurre il peso del sistema di scarico e soprattutto il costo, in quanto la maggior efficienza globale del sistema permette di ridurre la quantità di materiali nobili impiegati.
L’insieme di queste soluzioni, e gli eccellenti risultati raggiunti, rappresentano ancora una volta il grande impegno di FPT – Fiat Powertrain Technologies, di Fiat Group Automobiles e di tutto il Gruppo Fiat per una mobilità rispettosa dell’ambiente.
Da sottolineare che l’acquisto della Bravo 1.6 Multijet in configurazione Euro5-ready rappresenta per i clienti un investimento per il futuro in quanto potranno contare su una vettura che non si deprezzerà al momento dell’entrata in vigore della normativa Euro5 come obbligatoria, oltre ad essere agevolata in molte città che adotteranno provvedimenti di restrizione al traffico.


Migliore comfort acustico

I tecnici hanno lavorato con particolare cura per migliorare la già ottima insonorizzazione della Bravo, con l’obiettivo di posizionare le versioni 1.6 Multijet al vertice della categoria in termini di comfort acustico. Così, rispetto alla Bravo 1.9 Multijet, l’indice di articolazione della vettura con propulsore 1.6 Multijet migliora del 5% a velocità di 130 km/h, rimanendo più che accettabile anche per velocità superiori. Merito dei ripari motore ottimizzati per l’assorbimento delle frequenze più percepibili, del maggiore spessore delle superfici vetrate e dell’adozione di un parabrezza ad alta coibentazione.


Cambio affidabile e collaudato

Il cambio abbinato al motore 1.6 Multijet è il C530, dispositivo appartenente alla gamma alta dei cambi prodotti da Fiat Powertrain Technologies e proposto a 5 o 6 marce.
Entrambe le versioni del motore 1.6 (105 CV e 120 CV) montano di serie un cambio a 6 rapporti come pochi altri concorrenti in questa fascia di potenza. Ciò comporta - specialmente alle velocità di strade statali o autostrade – un regime di giri inferiore con il duplice vantaggio di una minore rumorosità in abitacolo e una riduzione dei consumi “reali”.
Prima dell’estate sarà disponibile sulla versione da 120 CV anche un cambio robotizzato “Dual Logic” a 6 rapporti che risponderà alla crescente domanda di cambi a controllo automatico per un maggior comfort di guida, specialmente sul ciclo urbano, garantendo al tempo stesso un miglioramento ulteriore in termini di consumi rispetto al cambio manuale.
Il comando esterno del C530 è “a doppio flessibile” e assicura precisione di manovra, silenziosità e la possibilità di non trasmettere le vibrazioni meccaniche attraverso il dispositivo stesso. Si tratta di un comando di nuova generazione, tecnologicamente avanzato per l’utilizzo esteso di tecnopolimeri alto prestazionali, impiegati in base alle differenti caratteristiche di resistenza, peso e potere auto-lubrificante.
Inoltre, la sperimentazione al banco in condizioni climatiche estreme ha guidato la messa a punto di materiali, accoppiamenti e processi, garantendo la “robustezza” e l’affidabilità del prodotto. In più, il nuovo comando è stato studiato per garantire caratteristiche di sistema e prestazioni di massimo comfort e manovrabilità. Infine, da sottolineare la grande attenzione posta nella fase di montaggio, durante la quale sono previsti pre-collaudi di ogni componente e la misurazione elettronica di tutte le “grandezze” che definiscono efficienza, elasticità e “giochi”.
Il cambio C530 si contraddistingue per una configurazione “a due alberi in cascata e differenziale” e per l’eccellente manovrabilità e silenziosità. La sincronizzazione su tutte le marce - compresa la retromarcia - è di tipo Borg-Warner ad anello libero in lega speciale. Inoltre, su prima e seconda velocità il sincronizzatore è realizzato a triplo cono capace di assicurare carichi di innesto estremamente contenuti, mentre su terza, quarta, quinta e sesta marcia il sincronizzatore è a singolo cono. Invece, per tutti gli ingranaggi sono utilizzate dentature HCR (High Contact Ratio) mentre le fusioni (Scatola-Supporto unione motore cambio) sono ottimizzate agli effetti leggerezza e assorbimento rumore attraverso metodo di calcolo strutturale F.E.M. (Finite Element Method).
Il lay-out del comando marce a 4 piani di selezione si avvale di un dispositivo a siringa sul pomello della leva in abitacolo per l’inibizione della retromarcia contro gli innesti involontari.
Infine, il comando della frizione è idraulico, integrato nel cambio con dispositivo CSC, assicurando così una riduzione dello sforzo di attuazione, mentre la lubrificazione è realizzata dinamicamente, garantendo la minor usura e il migliore rendimento nella trasmissione della coppia e nella manovrabilità anche alle basse temperature.


La qualità nasce in fabbriche d’avanguardia

Per realizzare una vettura di qualità e un gruppo motopropulsore d’avanguardia occorrono fabbriche di assoluta eccellenza per metodologie, capacità produttiva e risorse umane. Per questo il modello Fiat Bravo, il motore 1.6 Multijet e il cambio C530 nascono in tre siti industriali di fama internazionale che sono al massimo livello tecnologico e organizzativo sotto il profilo del processo e delle tecniche di produzione.
Innanzitutto, lo stabilimento di Piedimonte S. Germano (Frosinone), dove viene costruita la Bravo, rappresenta un vero polo d'eccellenza nel sistema produttivo automobilistico mondiale. Nato nel 1972, oggi vi lavorano circa 4.000 dipendenti e la capacità produttiva è di oltre 230 mila vetture l'anno con un ritmo giornaliero di circa 1000 unità.
Qui Fiat ha deciso di investire per supportare tecnologicamente e qualitativamente il nuovo modello, sviluppando appositamente per la Bravo, un innovativo modello di produzione, basato su un mix equilibrato di automazione avanzata e intervento umano per il massimo controllo della qualità.
Inoltre, la fabbrica annovera importanti certificazioni a livello internazionale (ISO 9001 e ISO 14001) e dal 2007, in concomitanza con la produzione della Bravo, sta lavorando intensamente sul progetto World Class Manufacturing con l’obiettivo di ottenere la certificazione WCM nel corso del 2008.
La stessa eccellenza produttiva si ritrova nei due siti industriali dove si realizzano il 1.6 Multijet e il cambio C530, entrambi prodotti da FPT – Fiat Powertrain Technologies.
In dettaglio, il nuovo 1.6 diesel Multijet è prodotto nello stabilimento FMA di Pratola Serra dove vi lavorano attualmente circa 1700 addetti, con un’età media pari a 33 anni. Avviato nel 1993, il sito industriale ha una capacità produttiva di 600.000 motori l’anno e prevede la realizzazione sia di motori benzina (1.6 16v, 1.8 16v, 2.0 16v, 2.0 20v, 2.4 20v) sia di propulsori diesel (1.9 8v JTD, 1.9 16v JTD, 2.4 20v JTD e da poco anche il 1.9 16v 180hp TST). Inoltre, lo stabilimento di Pratola Serra può vantare importanti certificazioni a livello internazionale, quali la ISO 9002, la ISO 14001, la ISO TS 16949, ma soprattutto l’Excellence in Consistent TPM Commitment 1st Category, che costituisce un ambito riconoscimento per quanto concerne la Manutenzione Preventiva e che certifica il livello di eccellenza dello stabilimento e dei suoi prodotti.
Il cambio C530 invece viene prodotto nello stabilimento FPT di Verrone, una delle fabbriche più all’avanguardia nel campo della produzione meccanica europea. L’attività produttiva è iniziata nel 1974 ed occupa 530 persone. Oltre ad essere certificato ISO 14001 e ISO TS 16949, lo stabilimento ha raggiunto l’Advanced Special Award di JIPM (Japan Insitute of Plant Maintenance) già nel 2005 e si sta preparando per la certificazione in ambito World Class Manufacturing pianificata per il 2008.


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